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Raffaele
Panebianco coltivava un sogno: quello di
andare alla maratona di New York.
Correre
per lui, atleta non vedente, è quasi una
necessità, perché quando corre si astrae
dalla sua condizione, perché il vento, i
profumi, i rumori che sente mentre le sue
falcate macinano terreno, gli fanno respirare
una sensazione di leggerezza, di libertà.
E
la sua condizione che spesso lo costringe ad
affrontare situazioni difficili di vita, ha
bisogno di leggerezza. A New York, alla
maratona più famosa del mondo, queste
sensazioni vengono amplificate, si
moltiplicano.
Perché
l’America è l’America!
Ed
allora Raffaele comincia a sognare di correrla
quella maratona, di provare quelle sensazioni,
di mischiarsi a quella folla di 40.000
maratoneti.
Quando
decidemmo di fare “Meglio Insieme”, la
festa della cooperazione sociale nella quale
abbiamo messo in mostra tutti gli aspetti e i
linguaggi delle nostre imprese, pensammo che
dovevamo sposare la buona causa di Raffaele
Panebianco.
Perché
la cooperazione sociale ha tra le sue
missioni, anche quella di realizzare sogni.
Realizziamo
i sogni di persone con disagio quando le
inseriamo in attività lavorative, oppure
quando rimettiamo in moto dei percorsi umani
che sfociano in espressioni artistiche e
culturali.
Realizziamo
i sogni di chi è a rischio di emarginazione e
lo rendiamo di nuovo protagonista di un
progetto di vita.
Ed
allora abbiamo pensato che quel sogno di
Raffaele, coltivato all’interno del gruppo
sportivo della cooperativa Cecilia, spettasse
a noi realizzarlo.
Ed
è diventato un po’ il simbolo di “Meglio
Insieme”. Per questo, oltre a consegnargli
il pettorale d’iscrizione alla maratona,
alla presenza dei delegati del sindaco di Roma
allo sport, Gianni Rivera e all’handycap,
Ileana Argentin, il 7 ottobre gli abbiamo
consegnato anche i valori della cooperazione
sociale affinché li portasse in giro per il
mondo, oltre l’oceano e oltre i confini nei
quali solitamente sono circoscritti.
E
lo sta facendo, il buon Raffaele, con passo
sicuro e spedito, da ottimo maratoneta, sta
portando il testimone della cooperazione
sociale, sta solcando sentieri per noi fino ad
ora inesplorati e di questo vogliamo
ringraziarlo.
Grazie
Raffaele, il tuo sogno è anche il nostro: una
società senza barriere, nella quale i diritti
sono garantiti a tutti e i sogni qualche volta
si realizzano!
Pino
Bongiorno
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